Anne Cartier-Bresson

  • 15 settembre 2010
    Par Anne Cartier-Bresson

    KARL LAGERFELD : PARCOURS DE TRAVAIL
    IL VIDEO DELLA MOSTRA

    La “pelle” della fotografia
    Note sulle immagini di Karl Lagerfeld by Anne Cartier-Bresson

    Quando Karl Lagerfeld inizia ad interessarsi alla fotografia, verso la fine degli anni Ottanta, fin da subito sembra collegare il suo lavoro artistico di couturier alla sua nuova passione. Le sue immagini sono molto personali, anche quando sono “realizzate” per la stampa o per la pubblicità. Sono intime e mostrano un gusto specifico per alcune tecniche di esposizione e di stampa che hanno la capacità di tradurre la sua particolare visione della realtà…

    Esposizione e stampa
    A seconda delle sue esigenze, Karl Lagerfeld utilizza sia pellicole in bianco e nero o a colori di piccolo formato, sia pellicole 6 x 6 invertibili, Polaroid e, più recentemente, macchine fotografiche digitali. Nel primo caso, le stampe in bianco e nero sono sempre completamente opache con una resa molto grafica, caratterizzate da neri decisi e da forti contrasti di tonalità. La ricca densità delle stampe ricorda talvolta un tessuto che cade in onde leggere. Negli altri casi, il punto di vista può essere molto classico facendo riferimento a reminiscenze storiche, come per la serie su Versailles, dove in alcune immagini si riconoscono i punti di vista di Eugène Atget della fine del secolo scorso. Le carte in gelatina d'argento che sono state utilizzate hanno tonalità profonde che variano in base al tipo di sviluppo e di stampa. Le stampe convenzionali o i trasferimenti di colore quando convertiti in seppia conferiscono alle immagini una colorazione quasi pittorica, come nel caso della serie “Omaggio a Oskar Schlemmer”. Questa caratteristica è sottolineata dalla sfocatura del soggetto in movimento e dalla luce che emana tonalità calde ottenute c con bagni chimici di solfuro. Inoltre, la grana d'argento trasformata in solfuro d'argento è particolarmente stabile riuscendo anche a resistere a condizioni di conservazione estreme. Altre serie, stampate su lastre di alluminio opaco, sono caratterizzate da un aspetto freddo e metallico che conferisce a questi oggetti una qualità grafica ancora più evidente e tonalità sature che conferiscono un particolare contrasto tra le ombre e le luci forti.

    Polaroid trasferimenti
    A cominciare dal 1990, Karl Lagerfeld si è interessato al materiale specifico che si ottiene dal trasferimento su carta di un'emulsione a sviluppo istantaneo, bianco e nero trasferito o no in seppia oppure a colori. Per questo processo, ha usato una macchina fotografica 20 x 25. L'emulsione di gelatina con l'immagine positiva si separa dal suo supporto grazie all’azione dell’acqua calda, viene poi trasferita su una carta Arches con grana acquerello. Con questa tecnica, l’immagine ottenuta è caratterizzata da toni delicati, allure altamente pittorico e grande leggerezza. Lagerfeld ha esaltato questo effetto, applicando manualmente il make-up alla superficie delle stampe, utilizzando ombretti sulle palpebre o pulendo i pigmenti secchi.

    Resinotipia
    Ereditati da processi fotografici con bicromato di alcali, che hanno portato Alphonse Poitevin ad essere insignito del premio Duca di Luynes, per la ricerca di processi stabili, i resinotipi o resinopigmentitipi, sono stati utilizzati da Karl Lagerfeld nel 1996-1997. Partendo da una diapositiva a colori del formato 6 x 6, ha ottenuto una stampa pigmentata il cui principio si basa sull’oscurare la luce con strati di gelatina bicromata. Pigmenti aggiunti con un pennello sulla superficie della stampa vengono riscaldati per essere fissati. Questo processo, che richiede interventi manuali significativi, permette anche una grande libertà nella realizzazione della superficie colorata.

    Stampe Fresson
    Un altro processo di pigmentazione, commercializzato dalla famiglia Fresson nel 1950, ha permesso a Lagerfeld di realizzare stampe in quadricromia in tonalità tenui. L’ immagine produce un forte effetto pittorico, come quello ottenuto dai Pittorialisti all'inizio del XX secolo .
    Le sue immagini sono realizzate con diapositive a colori 6 x 6 e non sono mai ritagliate.

    Serigrafie
    Il principio di questo processo fotomeccanico, che conferisce alle immagini un aspetto particolare, si basa su una matrice d'argento. L'immagine è esposta su uno schermo serigrafato che conserva l’inchiostro come se fosse uno stencil. Il supporto è d’ argento d’ oro oppure in semplice carta Arches in formato standard.

    Stampe digitali
    Alla fine degli anni 1990, Karl Lagerfeld ha sperimentato nuove tecniche nel suo laboratorio dello Studio 7L. Partendo da stampe digitali, egli è riuscito a realizzare stampe di tipo Fine Art, con pigmento a getto d'inchiostro, su vari supporti (tela, carta in tessuto di cristallo, carta puro cotone Arches o Hahnemühle) che permettono di variare a volontà gli effetti della superficie e del materiale. Spinto dalla sua curiosità e dal suo gusto per le esperienze visive, così come dal trasformare le sue intuizioni sensibili in immagini, Karl Lagerfeld ha saputo adattare le nuove possibilità tecniche della fotografia alle sue ricerche personali, focalizzate in particolare attorno al colore, al maquillage, al corpo e al volto.
    Creatore di moda, trascrive graficamente attraverso la fotografia il suo modo di percepire i paesaggi, i ritratti e i nudi. A tal fine, sceglie sempre supporti la cui sensibilità alla luce corrisponde ad una certa sensualità e gioca su una vasta gamma di processi così come su metodi di realizzazione molto sofisticati.
    Il periodo di creazione del suo lavoro fotografico, dal 1987 ad oggi, ha visto molti cambiamenti significativi sia nell’esposizione sia nella stampa. Karl Lagerfeld ha tenuto conto di questi cambiamenti, ma anche dello sviluppo parallelo di una pellicola fotografica alternativa che, con l’Haute Couture, sarà capace, in termini di immagine, di valorizzare l'aspetto manuale e artigianale della stampa, che trasforma l’immagine in un pezzo unico e originale.