Justine Picardie

  • 1 agosto 2012
    Par Justine Picardie
    COCO E MISIA<BR />DI JUSTINE PICARDIE

    COCO E MISIA
    DI JUSTINE PICARDIE

    Estratto da “Coco Chanel: the Legend and the Life” (pubblicato da Harper Collins).

    “Misia - che era così famosa da essere conosciuta in tutta Parigi con il solo nome - incontrò Chanel nel 1917. A quel tempo Misia era la regina della città, una musa che regnava sull’universo degli artisti fin da quando era giovane, capricciosa e affascinante. Misia faceva legge a sé, seguita da una corte che prestava ascolto a tutto quello che diceva. “Ciò che ammiro in Misia è la joie de vivre sempre nascosta dietro una maschera di cattivo umore; quell’equilibrio perfetto, persino nei momenti di disperazione”, osservò Paul Morand nel suo diario nell’aprile del 1917. “E poi Misia è Misia, una persona senza eguali e, come dice Proust, un monumento”. In quanto tale era stata dipinta da Renoir, Vuillard, Lautrec e Bonnard; aveva ispirato la poesia di Mallarmé, la prosa di Proust, la musica di Debussy e Ravel e le chiacchiere di Cocteau e Picasso. Pianista di talento, da bambina Misia si era seduta sulle ginocchia di Liszt e per lui aveva eseguito Beethoven. “Ah, se solo potessi suonare così”, diceva lui col suo solito charme, e le prediceva un futuro sfolgorante; in seguito Misia prese lezioni di piano da Fauré che la considerava un prodigio. La sua posizione di potere nella cerchia degli artisti parigini si consolidò grazie alla sua amicizia con Serge Diaghilev, direttore dei Ballets Russes, la più importante compagnia di balletto del XX secolo. Mademoiselle Chanel era più giovane di lei di 11 anni e non ancora così influente nella società parigina, ma Misia se ne innamorò durante una cena a casa di Cécile Sorel, un’affascinante attrice francese, già cliente in Rue Cambon.”

    Justine Picardie è autrice di cinque libri, tra cui le sue memorie If The Spirit Moves You, acclamate dalla critica, e il suo romanzo più recente Daphne. Ex caporedattore di Vogue e direttore dell’Observer Magazine, oggi scrive per diversi giornali e riviste, tra cui il Times, il Sunday Telegraph e Harper’s Bazar.

    Mostra: Misia, la reine de Paris. 12 giugno-9 settembre presso il Musée d'Orsay, Parigi.

  • 8 giugno 2012
    Par Justine Picardie
    BOY CAPEL <BR/>DI JUSTINE PICARDIE

    BOY CAPEL
    DI JUSTINE PICARDIE

    Estratto da “Coco Chanel: the Legend and the Life” (pubblicato da Harper Collins)

    “Si chiamava Arthur Capel, ma i suoi amici lo chiamavano Boy, in un’epoca eduardiana in cui i gentiluomini inglesi erano ancora in grado di godersi la loro libertà fino a molto tempo dopo aver fatto il passaggio da ragazzi ad uomini. I primi anni di Boy sono romanzati: quando giunse a Parigi si sparse subito la voce che fosse in qualche modo legato all’aristocrazia britannica.

    “A Pau ho conosciuto un inglese”, raccontò Gabrielle Chanel al suo amico Paul Morand, ricordando il suo primo incontro con Capel nel 1909. “Ci incontrammo mentre eravamo entrambi fuori a cavalcare. Noi andavamo spesso a cavallo”. Bevvero insieme del vino, “giovane, inebriante e piuttosto insolito”, proprio come l’inglese. “Il giovane era bello, molto abbronzato e attraente. Più che bello, era splendido. Ammiravo la sua nonchalance e i suoi occhi verdi. Cavalcava nobili destrieri. Mi innamorai di lui”.

    Eppure lei e Capel all’inizio non parlavano. “Non ci scambiammo una sola parola. Un giorno sentii che stava per lasciare Pau”. Lei gli chiese di farle sapere quando sarebbe andato a Parigi; non fu necessaria nessun’altra conversazione. “Il giorno dopo mi feci trovare alla stazione. Salii sul treno”.

    Justine Picardie è autrice di cinque libri, tra cui le sue memorie If The Spirit Moves You, acclamate dalla critica, e il suo romanzo più recente Daphne. Ex caporedattore di Vogue e direttore dell’Observer Magazine, oggi scrive per diversi giornali e riviste, tra cui il Times, il Sunday Telegraph e Harper’s Bazar.

  • 23 marzo 2011
    Par Justine Picardie
    CHANEL, LA SUA VITA <BR/>BY JUSTINE PICARDIE

    CHANEL, LA SUA VITA
    BY JUSTINE PICARDIE

    La gente mi domanda spesso: "Quando hai iniziato a scrivere questo libro su Chanel?" e la risposta è: più di un decennio fa, quando incontrai Karl Lagerfeld per la prima volta. In quell’occasione avrei dovuto intervistarlo per un magazine, ma finimmo per parlare dei ricordi del passato e della moda del futuro: nella stanza si poteva percepire chiaramente la presenza di Coco Chanel. Il suo ritratto è ancora appeso sopra la scrivania di Karl Lagerfeld nello Studio de Création e il suo appartamento al secondo piano è rimasto intatto, nascosto dietro una parete di specchi. A tarda notte, quando rue Cambon è immersa nel silenzio, si ha la sensazione di poter scorgere Mademoiselle Chanel in persona.

    Oltrepassata la porta, mi sono ritrovata al di là degli specchi in un mondo straordinario e mi sono resa conto che volevo scoprire di più. Karl Lagerfeld si è rivelato una guida preziosa nel labirinto della leggenda di Coco Chanel, così come la sua amica Claude Delay e la sua pronipote Gabrielle Labruine. Ho avuto anche la fortuna di scoprire alcuni archivi privati, in Inghilterra e Scozia, contenenti foto inedite di Chanel ed un certo numero di lettere e diari che ci hanno rivelato nuovi e sorprendenti aspetti della sua vita. Nel ricercare la verità su questa donna così sfuggente, ho viaggiato dall’abbazia di Aubazine, dove ho potuto trovare indizi sulla sua infanzia, alle remote Highland scozzesi dove Chanel andava a pescare con il Duca di Westminster e con Winston Churchill.

    Quando terminai il mio libro - non che si possa mai veramente arrivare ad una conclusione definitiva riguardo a Chanel - mi attendeva un’altra sorpresa.
    Monsieur Lagerfeld mi donò un tesoro: una serie di bellissime illustrazioni che facevano luce su quell’enigma che è Coco Chanel, tanto da diventare il punto di partenza per questa nuova fantastica edizione del libro...

    Edizioni:
    Francia, 24 marzo 2011
    Germania, fine aprile 2011
    UK e USA, settembre 2011