• 2 settembre 2014

    VENICE FILM FESTIVAL
    ANNA MOUGLALIS

    Anna Mouglalis, actress in the film "Il Giovane Favoloso", wore a dress from the Fall-Winter 2014/2015 Haute Couture collection for the premiere of the film in Venice on September 1st.

  • 2 settembre 2014

    THE CULTURE CHANEL EXHIBITION OPENING IN KOREA

    Caroline de Maigret wore a black tunic from the Cruise 2015 collection and white trousers from the Fall-Winter 2014/15 pre-collection at the opening of the Culture Chanel exhibition in Seoul on August 29th.

  • 21 agosto 2014

    PROGRAMMA ESTIVO
    MOSTRA A PARIGI

    Mostra "Gli anni 50 - La moda in Francia, 1947-1957" presso il Palais Galliera

    I pezzi più straordinari di questa mostra rispecchiano, attraverso circa 100 modelli ed accessori, l'evoluzione della silhouette femminile dal 1947 al 1957. Questo periodo cruciale del dopo-guerra non può essere compreso appieno senza Gabrielle Chanel che nel 1954 creò una rottura con la moda precedente con una linea di tailleur dritti.
    La mostra presenta sofisticate creazioni Haute Couture nonché pezzi sperimentali di Prêt-à-Porter che caratterizzarono il 1950. Questa fu l'età dell'oro della Haute Couture, quando Parigi riconquistò il titolo di capitale mondiale della moda. Oltre alla selezione di abiti ed accessori, la mostra presenta anche documenti grafici, riviste, fotografie, documenti d'archivio e video.

    Fino al 2 Novembre 2014
    Palais Galliera - Musée de la mode de la ville de Paris
    10, avenue Pierre Ier de Serbie, 75016 Parigi

    Photo © All rights reserved

  • 20 agosto 2014

    JULIETTE BINOCHE & KRISTEN STEWART
    SUL SET DI "SILS MARIA"

    Le attrici sul set dell’ultimo film di Olivier Assayas. Juliette Binoche indossa un abito Haute Couture.
    Consulta la programmazione
    per paese.

    Foto di: Benoît Peverelli

  • 18 agosto 2014
    Par Françoise-Claire Prodhon

    GABRIELLE CHANEL E DEAUVILLE

    1913: La costa della Normandia con i suoi immensi cieli grigio-blu e le sue spiagge ricorda le rappresentazioni di Eugène Boudin e degli Impressionisti alla fine del Diciannovesimo secolo. Nessuno nuotava, o soltanto in pochi... I turisti si bagnavano appena o pescavano gamberetti, i più eleganti fra loro se ne stavano seduti sotto il parasole o si ritiravano nelle loro tende da sole, indossando gli stessi abiti che portavano in città. Tutti loro erano ignari della rivoluzione che si stava preparando...

    Il 1913 fu l’anno in cui Coco Chanel decise di aprire la sua prima boutique di moda in Gontaut-Biron, a Deauville.

    Questa giovane donna, che nel 1910 aveva aperto con successo il suo primo negozio di modista - "Chanel Modes" - al numero 21 di rue Cambon a Parigi, si era fatta un’ottima reputazione e aveva già conquistato l’elite più in vista del tempo. Tuttavia, a Deauville fu la prima ad inventare uno stile sportivo in grado di riflettere una società in trasformazione, uno stile che avrebbe cambiato per sempre il corso della storia delle donne.

    In questa elegante località turistica, Coco vendeva i suoi cappelli a tesa larga, decorati semplicemente con una piuma o un fiocco. E, cosa ancora più importante, offriva ai clienti più facoltosi un abbigliamento adatto alle attività all’aria aperta, esponendolo lungo la famosa passeggiata di Deauville. In particolare, la selezione includeva maglioni di jersey a righe in stile marinaro: ancora una volta, Coco era stata in grado di reinventare un indumento maschile, trasformando un classico abbigliamento da lavoro in un comodo capo per le donne, impazienti di liberarsi dai pesanti corsetti imposti dalla "Belle Epoque". Seguirono altri capi che incarnavano uno stile casual chic e che riuscirono a rendere fuori moda quasiasi altro indumento: camicie a righe, pantaloni da marinaio e completi da spiaggia che Coco arricchiva con perle e camelie cucite mollemente alla cintura o sul risvolto del colletto. A Deauville, la spregiudicatezza di Gabrielle accompagnata dall’eleganza di Adrienne (la sua giovane zia) e di sua sorella Antoinette (entrambe vestite Chanel) era tanto sorprendente quanto seducente. Gabrielle Chanel portò una nuova vita e un’aria fresca nella moda, abbracciando pienamente lo spirito dei tempi, proprio come le avanguardie stavano facendo in altri campi creativi: la pittura, la scultura, la letteratura, la poesia e la musica.

    Françoise Claire Prodhon

  • 13 agosto 2014

    MOSTRA CULTURE CHANEL IN KOREA
    "IL SENSO DEI LUOGHI"

    Dal 30 Agosto al 5 Ottobre 2014, il Dongdaemun Design Plaza di Seul ospiterà la mostra Culture Chanel dal titolo “Il senso dei luoghi”. Il museo, inaugurato a Marzo 2014, è un capolavoro di design dell’architetto Zaha Hadid.

    Ancora una volta, la mostra è stata affidata a Jean‑Louis Froment, già curatore delle edizioni precedenti di Culture Chanel: nel 2007 a Mosca presso il Pushkin State Museum for Fine Arts; nel 2011 a Shangai presso il Museo di Arte Contemporanea e in Beijing presso il National Art Museum of China; nel 2013 all’Opera House in Guangzhou e al Palais de Tokyo a Parigi.

    Culture Chanel “Il senso dei luoghi” riflette il linguaggio creativo di Chanel proprio attraverso la scelta dei luoghi che tanto hanno ispirato Gabrielle Chanel. Ogni sequenza della mostra - in totale sono 10 - rappresenta un momento particolare della vita di Mademoiselle Chanel. La mostra cerca di evidenziare le forti influenze che questi luoghi, dove Mademoiselle ha vissuto e che ha amato, hanno avuto nello sviluppo del suo linguaggio stilistico.

    Da Aubazine a Deauville, da Parigi a Venezia, Gabrielle Chanel delinea i contorni del suo mondo arricchito con immagini e ricordi. Più di 500 pezzi tra fotografie, libri, oggetti, manoscritti, archivi, opere d'arte, creazioni di moda, gioielli, orologi e profumi, ripercorrono la vita di questa figura chiave che ha lasciato un segno indelebile sul suo tempo. La mostra rivela il vero spirito di Chanel attraverso un sottile gioco di corrispondenze e in un modo del tutto originale fa luce sulla vita sia reale che immaginaria di uno degli stiliti più importanti del Ventesimo secolo.

    Dal 30 Agosto al 5 Ottobre 2014
    Dongdaemun Design Plaza, Seoul

  • 6 agosto 2014
    Par Françoise-Claire Prodhon

    GABRIELLE CHANEL E BIARRITZ

    Il rapporto tra Gabrielle Chanel e la costa basca risale al 1915. Fu Arthur “Boy” Capel ad introdurla a Biarritz, mentre era in licenza dal servizio militare. La guerra che imperversava senza tregua sembrava lontana da questa famosa località marittima: molte donne facoltose erano fuggite da Parigi per cercare riugio in questa cittadina dove trascorrevano giornate tranquille e serene in riva al mare. Gabrielle Chanel rimase colpita dall’atmosfera alla moda di Biarritz e fu qui che, nel 1915, decise di aprire la sua prima casa di moda in una villa di fronte al Casinò. Il successo fu immediato: dalla vicina Spagna – che in guerra aveva mantenuto una posizione neutrale – arrivavano ordini da parte della Casa reale e di clienti molto facoltosi, così come anche da parte di clienti francesi conquistati dal lusso innovativo di Chanel.

    Fin dal Diciannovesimo secolo Biarritz era anche una località di villeggiatura per gli aristocratici russi che compravano e costruivano numerose ville. Dopo la caduta dello Zar, molti aristocratici russi avevano cercato rifugio a Biarritz. Nel 1920 Gabrielle Chanel incontrò il Gran Duca Dimitri Pavlovic, cugino dello Zar, con cui ebbe una storia fino al 1922. Trascorreva molto tempo con lui in diverse ville lungo la costa basca. Nel 1920, Gabrielle Chanel divenne simbolo di eleganza, introducendo il mondo ad un nuovo stile che lei incarnava alla perfezione e che si rifletteva nelle silhouettes sottili, nelle caviglie lasciate scoperte dalle gonne e dai vestiti più corti, negli indumenti semplici dalle linee pulite e dai materiali morbidi come la maglia di jersey, stoffe così comode con cui Gabrielle realizzò anche dei costumi da bagno, oltre ai tailleur costituiti da gonna e giacca che fu la prima a indossare.

    Oltre a godersi la libertà, uno stile di vita all’aria aperta e i venti di modernità che soffiavano intorno a lei, Gabrielle Chanel si tagliò i capelli corti e prese l’abitudine di esporsi al sole. Presto anche le altre donne la imitarono, cercando di copiarne il look che preannunciava quei profondi cambiamenti che sarebbero avvenuti nella società che procedeva già a pieno ritmo verso il Ventesimo secolo.

    Françoise Claire Prodhon

  • 1 agosto 2014

    LE COSE ESSENZIALI DELL'ESTATE

    Foto: Olivier Saillant. Allestimento: Yasmine Eslami.

  • 31 luglio 2014
    Par Jean Lebrun

    LETTURA ESTIVA
    "NOTRE CHANEL" DI JEAN LEBRUN

    Nella storia della moda ci sono alcuni personaggi su cui è possibile sapere tutto: Jean Patou, ad esempio - prematuramente scomparso - i cui archivi sono stati accuratamente conservati, classificati e divulgati. Emmanuelle Polle, attingendo ad essi, è riuscita a sintetizzarli in un libro.

    Si narra che Patou e Chanel, in vita, non sopportavano di trovarsi nella stessa stanza. Ebbene, da un punto di vista storico la leggenda ha ancora una volta ragione. Chanel era un tipo completamente diverso da Patou, ha lasciato molte tracce, ma poche fonti scritte. Lei stessa si è perduta nel labirinto dei suoi ricordi, continuamente ricreato. Ora siamo al 95° libro pubblicato su di lei, ma più ce ne sono più l’immagine appare sfocata e il personaggio sfuggente.

    Questo il motivo del progetto “Notre Chanel” che tenta di superare le difficoltà raccontando il modo in cui Gabrielle è vista da due uomini, Bernard and Jean, i quali hanno indagato su di lei per quasi un quarto di secolo. Scomparso uno dei due, l’altro ne ha continuato il lavoro, ma senza avventurarsi nella redazione dell’ennesima biografia. Questo libro assomiglia piuttosto ad una finestra – una finestra laterale – da cui Bernard e Jean, in un angolo riservato ai donatori, osservano, ma senza poterla raggiungere, la figura che li ha uniti in un compito senza fine. Una finestra da cui Gabrielle non appare certo come una santa, ma piuttosto come una fata. Un raggio della sua gloria cade all’improvviso su Bernard; il giovane muore e lui – dimenticato – trova, per essersi messo sulle sue tracce, un po' di luce.

    "Notre Chanel”, Jean Lebrun, Editrice Bleu.

  • 25 luglio 2014

    MAKING OF DELLA CAMPAGNA
    COCO COACH - IL FILM

  1. 1
  2. 2
  3. 3
  4. ...
  5. 21
  6. Pagina successiva