• 2 maggio 2015
    THE CRUISE COLLECTION

    THE CRUISE COLLECTION

    In 1919 a small mid-season collection proposed by Coco for her clients vacationing in sunny climes gets a mention in American Vogue. The acceleration of cultural and social change sees the emergence of a new, independent woman who drives, and practices sports, while travel on luxury liners becomes fashionable among high society. The sportswear category takes off, with Gabrielle a key influencer.

    In her boutique in Biarritz she proposes a sober, elegant wardrobe (think baggy, sailor-style pants, beach pajamas, and open-neck shirts) aimed at women familiar with the resort and yachting lifestyle of the era’s fashionable resorts, with as their playground the Basque Country, the Riviera and the Lido. Her designs, which coincide with the democratization of fashion and advances in travel that took off during the 1930s, are also cited in L’Officiel de la Mode in 1936: ’’A comprehensive mid-season collection… rich in suits and evening gowns.” The Cruise spirit is born, with Gabrielle its pioneer. Outmoded, the collection winds down in the 1950s but is resurrected by Karl Lagerfeld soon after his arrival at Chanel in 1983. Presented in late spring, on the fringes of the ready-to-wear collection, the silhouettes herald the arrival of summer.

    The collection’s success sees the introduction of an annual show in the year 2000, a concept that slowly filters through to the rest of the fashion industry. Chanel sportswear, having evolved into more elegant lines, today addresses a global clientele on the lookout for newness, with fresh pieces introduced by the Maison roughly every two months. Refined, light and colorful, these summery silhouettes - geared to the day, cocktail-hour or evening - are especially suited to the climates of countries in South America, the Middle East and South-East Asia.

    Blending together the traditions of a wardrobe and the modernity of a cosmopolitan style, the Cruise collection is about traveling. Each stop is for Karl Lagerfel the occasion to tour favorite Gabrielle Chanel's destinations and to envision those she would have love to discover.

    Gabrielle Chanel and Roussy Sert on a boat - Circa 1935 © All Rights Reserved

  • 30 aprile 2015
    LA COLLEZIONE CROCIERA A SEOUL

    LA COLLEZIONE CROCIERA A SEOUL

    La sfilata Crociera si svolgerà il 4 Maggio 2015 al Dongdaemun Design Plaza, nel cuore di Seoul.

    Dopo Parigi, New York, Los Angeles, Miami, Venezia, Saint-Tropez, Cap d’Antibes, Versailles, Singapore e Dubai, Chanel fa rivivere lo spirito Crociera nella capitale coreana.

  • 29 aprile 2015

    CAMPAGNA PARIS-SALZBURG FOTOGRAFATA DA KARL LAGERFELD

    Foto della campagna Paris-Salzburg con Cara Delevingne, Pharrell Williams e Hudson Kroenig.
    Scopri la collezione in boutique e su chanel.com a Giugno.

    Posters : Ludwig Hohlwein © Adagp, Paris 2015; Ernst Lübbert - Public domain / Furniture : Bruno Paul © Adagp, Paris 2015 / Lamp : Gerhard Schliepstein - all rights reserved

  • 28 aprile 2015
    CHIUSURA DEL FESTIVAL INTERNAZIONALE <BR/>DI MODA & DI FOTOGRAFIA A HYÈRES

    CHIUSURA DEL FESTIVAL INTERNAZIONALE
    DI MODA & DI FOTOGRAFIA A HYÈRES

  • 28 aprile 2015
    GRAND PRIX DI MODA DEL FESTIVAL <BR/>DI HYÈRES

    GRAND PRIX DI MODA DEL FESTIVAL
    DI HYÈRES

    Ieri sera, alla chiusura del 30° Festival Internazionale di Moda e di Fotografia a Hyères, la Giuria di Moda ha assegnato eccezionalmente non uno ma due premi nella categoria Moda. La stilista tedesca Annelie Schubert ha vinto il primo premio di 15.000 euro ed un progetto di collaborazione con alcuni dei Métiers d’Art Chanel.

    Laureata presso l'Università di Scienze Applicate di Amburgo ed ex assistente di Haider Ackermann, con la sua collezione Annelie esplora l’espressione della femminilità attraverso tessuti sensuali e silhouette sovrapposte. "Immaginavo che sarebbe stata una decisione difficile, ma alla fine siamo stati unanimi: la giuria ha apprezzato molto il suo lavoro con i colore, i materiali e il senso della femminilità", spiega Virginie Viard, Presidente della Giuria di Moda.

    Alla stilista danese Weike Sinnige, invece, è stato assegnato un premio speciale, oltre alla possibilità di lavorare con Lesage. Secondo Virginie Viard: "È una vera artista, dipinge. Abbiamo pensato che dovesse beneficiare di un’esperienza con Lesage". La sua collezione, spirituale, si ispira al caleidoscopio e gioca con la prospettiva ed il colore.

    Alice Cavanagh

    Annelie Schubert womenswear collection / photo © Grégoire Alexandre

  • 28 aprile 2015
    GRAND PRIX DI FOTOGRAFIA DEL FESTIVAL DI HYÈRES

    GRAND PRIX DI FOTOGRAFIA DEL FESTIVAL DI HYÈRES

    Ieri sera a Hyères, il fotografo olandese Sjoerd Knibbeler ha vinto il Gran Premio della Giuria Fotografica - una somma di 15.000 euro - del Festival Internazionale di Moda e di Fotografia.

    Nel corso degli ultimi due anni, il lavoro di Sjoerd Knibbeler si è focalizzato sull'aerodinamica: Sjoerd immortala la potenza delle forze naturali, manipolando i materiali presenti nelle sue fotografie. Le sue immagini surreali, pur senza alcun ritocco, hanno attirato subito l'attenzione della giuria e suscitato la sua ammirazione. "Il suo lavoro è talmente affascinante quando fotografa il vento, eppure impalpabile, ed il modo in cui utilizza la luce è superbo", ha detto Eric Pfrunder, presidente della giuria fotografica, dopo la presentazione.

    Come per il Gran Premio di Moda, in via del tutto eccezionale la giuria ha creato un nuovo premio per la fotografia, corrispondente ad una somma di 10.000 euro, per celebrare il 30° anniversario del festival. La fotografa greca Evangelia Kranioti, che la passione per l'antropologia ha condotto in mare aperto, ha documentato i viaggi e la vita privata dei marinai di tutto il mondo.

    Alice Cavanagh

    Foto © Sjoerd Knibbeler, Paesi Bassi / Olanda "P. 170", The Paper Planes, 2014

  • 27 aprile 2015
    LA MASTER CLASS DI KARL LAGERFELD DURANTE IL FESTIVAL DI HYÈRES

    LA MASTER CLASS DI KARL LAGERFELD DURANTE IL FESTIVAL DI HYÈRES

    Durante la Master Class che si è tenuta nell'ambito del 15° Meeting Internazionale del tessile e della moda del Festival di Hyères, Karl Lagerfeld ha sottolineato che, per gli stilisti di domani, non c’è nulla di definitivo: "Tutto dipende da ciò che vuole e può la persona che desidera diventare un creativo, uno stilista o un fotografo", ha risposto al critico di moda Godfrey Deeny, che faceva da moderatore durante la Master Class.

    Rivolgendosi alla sala, alla Giuria del Festival, Karl Lagerfeld ha descritto le sue diverse fonti d'ispirazione, la sua carriera, le sue passioni e ha dispensato i suoi consigli alle stelle di domani presenti al Festival. "Io disegno come fotografo, in fretta”, ha detto. “Non esiste una ricetta prestabilita a cui si può fare affidamento durante tutta la carriera. Io non so ancora se ero fatto per questo mestiere o da dove venga il mio talento. So, però, che non ho mai smesso di migliorare. Oggi, non perdo più tempo a materializzare le mie visioni".

    In particolare, gli ospiti hanno avuto la possibilità di ascoltare dallo stesso Karl Lagerfeld la spiegazione delle sue tecniche di disegno e di fotografia: "Diciamo che mi sono sempre interessato alla fotografia in quanto stilista. Analogica, digitale... Non si possono confrontare fra loro, così com’è impossibile ed inutile confrontare due cicli di vita", ha detto.

    Foto: Anne Combaz

  • 25 aprile 2015
    APERTURA DEL FESTIVAL <BR/>INTERNAZIONALE DI MODA <BR/>& DI FOTOGRAFIA A HYÈRES

    APERTURA DEL FESTIVAL
    INTERNAZIONALE DI MODA
    & DI FOTOGRAFIA A HYÈRES

  • 24 aprile 2015
    CAPOLAVORO DEL XX SECOLO

    CAPOLAVORO DEL XX SECOLO

    Nel 1923, Charles e Marie-Laure de Noailles commissionano a Robert Mallet‑Stevens la costruzione - sull’altura sovrastante Hyères - "di una casa infinitamente pratica e semplice" dove tutto, secondo Charles de Noailles, "segue lo stesso principio: funzionalità”.
    Mondrian, Laurens, Lipchitz, Brancusi e Giacometti forniscono le opere d’arte, Jourdain i mobili e Guévrékian realizza il giardino cubista. Oltre ai contorni chiari e strutturati e ai contrasti ben definiti, questa costruzione d’avanguardia, di stile decisamente moderno, riflette anche il movimento razionalista. Con 15 camere, una piscina e un campo da squash, le continue aggiunte – che proseguono fino al 1933 – la trasformano in un edificio di 1800m2 dedicato ad un nuovo stile di vita, dove corpo e natura, in armonia con lo spirito, si uniscono in un tutt’uno.

    Qui, in questa residenza da sogno, con i suoi muri bianchi, protetta come una perla da una rigogliosa vegetazione, con vista sul Mediterraneo e le Isole d’Oro, i Noailles ospitano Dali, Gide, Breton, Artaud, Poulenc, Lifar, Huxley e la maggior parte degli artisti emergenti dell’epoca. Dopo la scomparsa di Marie-Laure nel 1970, l’acquisizione da parte della città di Hyères e le successive ristrutturazioni, la villa - centro d’arte e residenza per artisti - festeggia il trentesimo anniversario del suo Festival Internazionale di Moda e di Fotografia.

    L’anniversario offre l’occasione per rivedere i luoghi immortalati da Karl Lagerfeld nel 1995 in una serie di fotografie in bianco e nero. "Timelessly Modern", "vulnerabile come l’istante presente", Villa Noailles appare vuota, cambiata dal passare del tempo eppure ancora intrisa di quasi un secolo di incontri e creazioni artistiche. L’immagine congela la poesia dell’arredo, nobilita i segni del tempo e, spostandosi al di là della realtà a volte limitante, risveglia l’immaginazione.

    Sophie Brauner

    Foto: Karl Lagerfeld

  • 24 aprile 2015
    DUE SPIRITI RIBELLI, <BR/>FIGURE DI MODERNITÀ

    DUE SPIRITI RIBELLI,
    FIGURE DI MODERNITÀ

    “Prodigiosamente intelligente”, così Francis Poulenc descrive Coco Chanel a Marie‑Laure de Noailles all’inizio degli anni Trenta, prima che le due donne si incontrassero; un tratto che caratterizzava anche Marie-Laure, anche se le loro affinità non finivano qui.

    Realtà e finzione plasmarono la loro infanzia. Gabrielle, da parte sua, mascherò l’infelicità dei primi anni e procedette a costruire una leggenda. Marie-Laure, cresciuta in un ambiente erudito e privilegiato, ma carente dal lato affettivo, ebbe un’infanzia solitaria: discendeva da una ricca famiglia di banchieri tedeschi e da una parte dell’aristocrazia francese, il cui albero genealogico risale al famigerato Marchese de Sade. Sua nonna, l’eccentrica Contessa de Chevigné, che in parte ispirò Marcel Proust per il personaggio di Madame de Guermantes, esercitò su di lei una grande influenza.

    Proprio come Gabrielle, Marie-Laure segue il proprio senso artistico. La villa parigina dove si trasferisce dopo il matrimonio con Charles de Noailles ospita già una maestosa collezione di Vecchi Maestri, da Delacroix a Rembrandt, da Goya a Rubens. La coppia commissiona all’arredatore Jean-Michel Frank il compito di rinnovare gli interni - pensate a spazi ridotti all’essenziale con dimensioni monastiche, in cui coesistono pezzi rari di arredamento e materiali unici come la paglia e i pannelli di pergamena con forme pure. Questa estetica così austera richiama il look della stessa Marie-Laure, con il suo guardaroba di tailleur Chanel (possedeva 40 modelli diversi, per lo più neri, secondo Abbé Mugnier).

    Alla costante ricerca della perfezione, la stilista Chanel preferisce l’armonia delle linee, la semplicità e la libertà di movimento. Abbinando bellezza e funzionalità, definisce un nuovo modello di modernità.

    Ribelle e anticonformista come Coco, Marie-Laure adorava la provocazione. Nel 1932, tra le prime ad adottare i gioielli di diamanti audacemente presentati da Gabrielle per aiutare “a combattere la crisi economica”, appare su Vogue sfoggiando una scintillante spilla di piume.

    Chanel rivoluziona la moda; Marie-Laure prima come musa e mecenate, poi come pittrice e scrittrice, dà il suo contributo alla storia dell’arte, collezionando con il marito opere di Braque, Picasso, Balthus, Mondrian, Giacometti e Man Ray. La coppia ospita la tout-Paris e coltiva il proprio intuito per scoprire nuovi talenti, soprattutto i Surrealisti. Finanziano progetti cinematografici e sostengono compositori come Markevitch, Poulenc e Stravinsky...

    Più discreta nel suo sostegno alle arti, è Gabrielle Chanel a dare rifugio al compositore russo e alla sua famiglia nella propria villa a Garches. Già nel 1924 Gabrielle disegna i costumi per Le Train Bleu, un balletto di Diaghilev con scenografie dipinte da Picasso, insieme ad altre produzioni e ad un film di Renoir. Stringe stretti rapporti con i poeti del momento e con artisti d’avanguardia come Dali, Nijinski e Visconti. Coco stringe anche una relazione con Cocteau, per il quale Marie-Laure è stata innamorata per tutta la vita... Marie-Laure è un’inguaribile romantica; Coco, destinata a rimanere sola nonostante le sue grandi storie d’amore, confessa che senza amore una donna non è nulla.

    Sophie Brauner

    Marie-Laure de Noailles © Henri Martinie / Roger-Viollet

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